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Cellulari, iPad, videgames: cose da sapere sul mal d’auto

HR-5537-BLK0X-2Per non soffrire di mal d’auto bastano pochi accorgimenti. Luca Malvezzi, otorinolaringoiatra dell’ospedale Humanitas, illustra sintomi e rimedi della cinetosi e qualche trucco per ridurne l’impatto durante il viaggio: «La cinetosi viene comunemente identificata nel mal d’auto, mal d’aereo, mal di nave o mal d’aria. Ma non solo: oggi anche l’assalto della nuova tecnologia, l’uso protratto di videogame o la visione di un film in 3d o di un video con telecamera in movimento può essere causa di cinetosi, in particolare nei bambini e negli adolescenti».

Che cosa c’è alla base di questo malessere?

«L’eccessiva stimolazione dell’apparato vestibolare durante il movimento, in particolare il movimento oscillante od ondulatorio. Movimenti di questo tipo, irregolari e ripetitivi non riescono a essere letti correttamente dal nostro sistema neurologico, che va in tilt e sulla base della discrepanza ottico vestibolare (i segnali raccolti dal nostro apparato visivo ed elaborati dal vestibolo sono in questo caso in contrastante interpretazione) si innesca la combinazione di sintomi, ovvero nausea, vomito, vertigini, sudorazione profusa e fame d’aria».

Come si possono prevenire i disturbi correlati alla cinetosi?

«Per chi ha la consapevolezza di avere questo disturbo non avrebbe senso aspettare la comparsa dei sintomi per provare a correggerli. Il prodotto più diffuso per il trattamento della cinetosi è la scopolamina, che può essere assunta per via transdermica o con gomme da masticare, almeno 6-8 ore prima di mettersi in viaggio. Inoltre non è consigliabile viaggiare a stomaco vuoto, ma ovviamente nemmeno esagerare con cibi pesanti. Basta uno snack per tamponare i succhi gastrici e ridurre l’impatto della sintomatologia neurovegetativa. L’abitacolo dell’auto è bene che sia sempre areato, non a caso abbassare il finestrino all’insorgenza dei sintomi per “prendere una boccata d’aria” li riduce in qualche misura. Sempre in auto meglio viaggiare sui sedili anteriori perché su quelli posteriori si percepisce maggiormente l’ondeggiamento. Fissare l’orizzonte, quando è possibile, per avere un punto di contatto visivo, mentre il viaggio a testa china su di un libro o su un videogioco può essere realmente un pessimo viaggio. Infine, vorrei concludere stimolando i lettori a non perdere l’amore per il viaggio perché non è detto che per tutta la vita ogni viaggio debba essere caratterizzato da questi sintomi. Il nostro cervello nella sua spettacolare plasticità si adatta spesso alle situazioni più difficili e con l’abitudine impara ad attuare strategie per controllare anche questi fastidi».

 

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