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Giocare al Museo del Vetro

mostra_giocattoli_epoca_empoliVetri, filastrocche e… caramelle al Museo del Vetro di Empoli, aspettando la Befana. Nell’ambito di Famiglie al Museo domenica 5 gennaio dalle 16 alle 18 è in programma un laboratorio creativo dedicato alla vecchietta più adorata dei piccoli. Per partecipare è necessaria la prenotazione entro le 19 di domani, sabato 4 gennaio 2014, al numero 0571 76714.

Partecipando al laboratorio è possibile visitare anche la mostra “Giocando s’impara. Giochi e giocattoli d’altri tempi” ospitata nelle sale del museo. Il giocattolo d’epoca entra in questa mostra come una sorta di protagonista del nostro tempo, pronto a meravigliare con la sua memoria storica e iconografica, attraverso un passato che rivive nell’esposizione  I giocattoli d’epoca provengono dalla collezione privata di Roberto Cintelli: ogni oggetto esposto rappresenta un piccolo frammento dell’infanzia di ogni bambino, di ieri, di oggi e di domani.

Un’occasione anche per visitare il Museo del vetro per chi già non lo conosce e per imparare come nasce una bottiglia. Il museo è ospitato nell’antico Magazzino del Sale, costruito nella seconda metà del XIV secolo nel centro di Empoli e utilizzato per stivare e distribuire il sale proveniente dalle saline di Volterra.

Un centro che documenta la storia dell’attività vetraria empolese e gli effetti che essa ha portato nel contesto economico, urbanistico, sociale della città. Ricostruzioni d’ambiente, video e documentari storici consentono ai visitatore di capire il processo produttivo e le fasi di lavorazione della “piazza” composta dal maestro vetraio e dai suoi collaboratori.

Gli oggetti sono i protagonisti delle varie sezioni: fiaschi, damigiane, recipienti e strumenti per la vinificazione e l’imbottigliamento del vino e dell’olio, prodotti in grandi quantità a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Con il vetro “verde” da fiaschi, colorazione naturale dovuta alla presenza di ossido di ferro nella sabbia, si realizzavano anche gli oggetti per la tavola e, dai primi decenni del Novecento, oggetti “artistici”, ideati dall’inventiva e dalla perizia tecnica di maestri vetrai capaci di plasmare una materia, non facilmente modellabile e soggetta a rapido raffreddamento, in forme solide, ispirate alle tipologie classiche e rinascimentali, dotate di rustica ma sobria eleganza.

Il vetro “artistico” è rappresentato in due sezioni: una dedicata al vetro verde di Empoli e l’altra al vetro colorato, trasparente, molato, inciso, decorato a smalto o pantografato, e al cristallo, che ha caratterizzato la produzione empolese dalla metà degli anni Cinquanta del Novecento, quando i cambiamenti della moda, degli arredi e le consuetudini quotidiane richiesero una grande varietà di modelli e di accostamenti cromatici.

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